Legge sovraindebitamento: costi e tempi a Milano

Hai ricevuto più solleciti, rate scadute e magari un atto di pignoramento, e l’idea di “mettere a posto tutto” sembra irrealistica? Prima di avviare la legge sovraindebitamento conviene farsi una domanda molto concreta: quanto costa davvero partire e quanto tempo serve, soprattutto se sei a Milano dove tempi e prassi del Tribunale possono incidere sull’organizzazione familiare o aziendale?

Questo articolo inquadra le procedure oggi disciplinate dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e spiega, con prudenza, quali voci di costo e quali passaggi è realistico preventivare fin dall’inizio. L’obiettivo è evitare false aspettative e aiutarti a raccogliere subito i documenti giusti per una valutazione preliminare seria.

Che cosa si intende per “legge sovraindebitamento” oggi

Con l’espressione legge sovraindebitamento si fa spesso riferimento al sistema di procedure pensate per persone fisiche, consumatori, professionisti e piccole attività che non riescono più a far fronte regolarmente ai debiti.

Oggi la materia è disciplinata principalmente dal D.Lgs. 14/2019, cioè il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che ha riordinato e aggiornato le soluzioni già introdotte dalla Legge 3/2012. Tra gli strumenti previsti dal Codice rientrano, in sintesi:

  • Ristrutturazione dei debiti del consumatore, dedicata a chi ha debiti contratti per scopi estranei ad attività d’impresa o professionale.
  • Concordato minore, orientato a debitori “non consumatori” che rientrano nei requisiti di accesso (ad esempio piccoli imprenditori, professionisti), secondo le condizioni previste dalla norma.
  • Liquidazione controllata, quando la ristrutturazione non è sostenibile o non è praticabile.
  • Esdebitazione del debitore incapiente, una misura particolare per chi non ha utilità liquidabili e rispetta requisiti stringenti previsti dal Codice.

La differenza tra procedura e procedura conta molto su tempi, documentazione, ruolo del tribunale e sostenibilità del piano. Per questo la prima fase non è “depositare e sperare”: è misurare la situazione con numeri e atti alla mano.

I passaggi per partire a Milano: dal primo check al deposito

La sequenza operativa può cambiare in base alla procedura scelta, ma nella pratica i passaggi iniziali ricorrenti sono questi.

1) Valutazione preliminare: fotografia completa di debiti e redditi

Serve una ricostruzione affidabile: chi sono i creditori, quanto è dovuto, che tipo di debito è, e quali entrate e spese sono disponibili. Senza questa base, qualsiasi piano è fragile e rischia di bloccarsi quando emergono posizioni non censite.

2) Scelta dell’OCC e nomina del Gestore della crisi

Le procedure di sovraindebitamento prevedono il coinvolgimento di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) iscritto nel registro tenuto dal Ministero della Giustizia. L’OCC nomina un Gestore che supporta la predisposizione della proposta o del piano e svolge le verifiche richieste dalla legge.

A Milano, oltre alla disponibilità degli OCC, può incidere anche la rapidità di presa in carico in base ai carichi di lavoro. Per questo è utile muoversi con anticipo, soprattutto se sono già in corso azioni esecutive.

3) Raccolta documentale e predisposizione del piano/proposta

Questa è spesso la fase più lunga quando la documentazione è incompleta. La qualità delle informazioni raccolte incide direttamente su tempi e costi complessivi: più dati mancano, più aumentano richieste integrative, accessi agli atti, visure e verifiche.

4) Deposito in Tribunale e gestione delle fasi giudiziali

Dopo il deposito, il Tribunale valuta la domanda secondo la procedura applicabile. In determinati casi possono essere richieste o disposte misure protettive per limitare iniziative individuali dei creditori, secondo le condizioni previste dal Codice.

I tempi non sono uniformi: dipendono da completezza del fascicolo, complessità del debito, numero di creditori, eventuali contestazioni e carico dell’ufficio giudiziario. Un professionista serio evita promesse a calendario e lavora su milestone verificabili: documenti pronti, piano sostenibile, deposito, eventuali integrazioni.

Quali costi preventivare davvero: voci tipiche e variabili

Parlare di cifre “standard” è rischioso: la legge sovraindebitamento non è un pacchetto uguale per tutti. Però esistono voci di costo ricorrenti che è utile mettere in budget.

Compenso e spese dell’OCC

L’OCC e il Gestore hanno diritto a un compenso e al rimborso delle spese vive. La quantificazione segue criteri previsti dalla normativa e viene in genere gestita nel contesto della procedura, con attenzione alla sostenibilità per il debitore. In fase preliminare, l’OCC può indicare un ordine di grandezza e le modalità di pagamento, ma è essenziale chiedere un preventivo scritto o una stima motivata.

Contributi e spese di giustizia

Nel percorso possono emergere spese legate al deposito e ad adempimenti del procedimento: contributi, diritti di cancelleria, notifiche e comunicazioni. L’importo e la necessità dipendono dal tipo di procedura e dagli atti richiesti. Qui la parola chiave è una: trasparenza. Fatti indicare quali spese sono prevedibili e quali solo eventuali.

Compensi professionali: avvocato, commercialista, consulenti

Molti casi richiedono l’assistenza di un avvocato e, spesso, di un commercialista o consulente per ricostruire flussi, posizioni fiscali e sostenibilità del piano. A Milano i compensi possono variare sensibilmente in base alla complessità: numero di creditori, presenza di immobili, cessioni del quinto, pignoramenti, contenziosi aperti, debiti fiscali o previdenziali.

Un criterio pratico: chiedi che il compenso sia legato a fasi e attività definite, con indicazione di cosa è incluso e cosa no. In questo modo limiti sorprese e riesci a confrontare offerte diverse.

Costi documentali: visure, certificazioni, accessi agli atti

Spesso sottovalutati, ma reali: visure catastali e ipotecarie, estratti conto, certificazioni, recupero contratti, copie di atti giudiziari, estratti di ruolo e comunicazioni degli enti. Sono spese generalmente contenute singolarmente, ma possono sommarsi quando la situazione è frammentata.

Tempi: che cosa li accelera e che cosa li rallenta

Se stai valutando la legge sovraindebitamento, il fattore tempo è decisivo: più la crisi si trascina, più aumentano interessi, spese legali e stress. Però i tempi si governano soprattutto con metodo.

Fattori che accorciano i tempi

  • Elenco creditori completo con importi, pratiche e documenti di origine del debito.
  • Documentazione reddituale e patrimoniale ordinata e coerente.
  • Piano sostenibile rispetto al budget familiare o ai flussi di cassa dell’attività.
  • Comunicazione rapida con OCC e professionisti, senza “zone grigie”.

Fattori che rallentano

  • Debiti non dichiarati che emergono dopo il deposito.
  • Contenziosi in corso o crediti contestati senza documentazione.
  • Posizioni fiscali non aggiornate o irreperibili.
  • Documenti mancanti che richiedono accessi agli atti e tempi tecnici.

La regola pratica è semplice: non è il tribunale a “fare ordine” al posto tuo. L’ordine deve essere già nel fascicolo.

Cosa raccogliere subito: checklist per una valutazione preliminare seria

Prima ancora di parlare di procedura, prepara un dossier. Riduce i tempi, migliora la qualità della consulenza e aiuta a capire se la legge sovraindebitamento è davvero la strada corretta.

  • Documento d’identità e stato di famiglia, se rilevante per spese e carichi.
  • Redditi: buste paga, CU, dichiarazioni dei redditi, pensione, fatturato e bilanci per attività.
  • Spese essenziali: affitto/mutuo, utenze, spese mediche, mantenimento, istruzione.
  • Estratti conto bancari e carte degli ultimi mesi, secondo quanto richiesto dal professionista.
  • Elenco creditori con importi, contratti, finanziamenti, cessioni del quinto, revolving, fideiussioni.
  • Atti esecutivi: precetti, pignoramenti, decreti ingiuntivi, notifiche ricevute.
  • Patrimonio: immobili, veicoli, quote, eventuali garanzie prestate.

Quando la procedura è un’alternativa reale alle soluzioni stragiudiziali

Un accordo stragiudiziale, come un saldo e stralcio o un piano di rientro, può essere efficace quando hai liquidità disponibile, pochi creditori e margini di negoziazione rapidi. In altri casi, la trattativa privata rischia di diventare una corsa contro il tempo, soprattutto se ci sono più azioni esecutive o creditori poco collaborativi.

La legge sovraindebitamento può diventare una scelta da valutare con attenzione quando:

  • i creditori sono numerosi e non c’è un interlocutore unico;
  • il debito è cresciuto per interessi e spese e la gestione “a rate” non regge più;
  • serve una cornice formale per rendere il piano credibile e verificabile;
  • l’obiettivo è arrivare, nei limiti previsti dal Codice, a una ripartenza con regole chiare e sostenibili.

Il passo successivo: chiarire costi, tempi e strategia con numeri alla mano

Se sei a Milano e stai valutando la legge sovraindebitamento, la scelta migliore è partire da una analisi documentale e da una stima realistica delle voci di costo: OCC, spese di procedura, attività professionali e documentazione. È il modo più rapido per capire se conviene procedere in tribunale o se una soluzione stragiudiziale può chiudere il problema con meno impatto.

Per un primo confronto operativo e capire quale strada è più adatta al tuo caso, puoi richiedere un contatto dedicato ai professionisti di Saldo e Stralcio.