Chi firma come garante rischia di rispondere dei debiti altrui con il proprio patrimonio. La legge sul sovraindebitamento offre tutele concrete: grazie al nuovo Codice della Crisi, anche il fideiussore privato può accedere alle procedure di ristrutturazione del debito e ottenere l’esdebitazione per liberarsi definitivamente dal vincolo finanziario.
Il peso della fideiussione e la responsabilità del garante privato
Prestare una fideiussione rappresenta un atto di grande generosità, spesso compiuto tra familiari per consentire l’acquisto di una casa o l’avvio di un’attività commerciale. Tuttavia, molti ignorano che il garante risponde dei debiti contratti dal debitore principale con tutti i suoi beni presenti e futuri. Se il debitore principale non riesce a pagare, le banche e gli istituti di credito si rivolgono immediatamente al fideiussore, avviando azioni di recupero crediti che possono sfociare nel pignoramento dello stipendio o della casa di proprietà.
Fino a pochi anni fa, la posizione del fideiussore era estremamente vulnerabile. Fortunatamente, l’evoluzione della normativa italiana ha introdotto importanti strumenti di protezione. Oggi, la legge sul sovraindebitamento (ora assorbita e potenziata dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza) riconosce al garante privato la possibilità di difendersi e di ristrutturare il proprio debito derivante dalla firma di garanzia.
Come la legge sul sovraindebitamento tutela il fideiussore
Il garante che si trova in una situazione di persistente squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile può accedere alle procedure previste dalla legge. Questo significa che non è necessario essere il debitore principale per richiedere l’intervento del tribunale: la fideiussione stessa costituisce un debito a tutti gli effetti.
Le riforme recenti hanno chiarito che il fideiussore privato, qualora rivesta la qualifica di consumatore (cioè quando la garanzia è stata prestata per scopi estranei all’attività professionale o imprenditoriale), può accedere alla procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore. Questo piano consente di proporre ai creditori il pagamento di una percentuale del debito complessivo, parametrata alle reali capacità economiche del garante, con la conseguente cancellazione della parte restante al termine del percorso.
Le procedure familiari: un’importante novità normativa
Un aspetto cruciale per i nuclei familiari è rappresentato dall’articolo 66 del Codice della Crisi. Questa norma consente ai membri della stessa famiglia di presentare un’unica procedura di sovraindebitamento quando il debito ha un’origine comune. Se, ad esempio, un genitore ha prestato fideiussione per il mutuo del figlio, entrambi possono avviare un solo procedimento giudiziario. Questo riduce notevolmente i costi legali e amministrativi e permette di gestire la crisi familiare in modo coordinato e unitario.
Principali strumenti di tutela per il garante
Le opzioni di tutela previste dalla normativa vigente offrono diverse vie d’uscita per il fideiussore che non è più in grado di fare fronte alla garanzia prestata:
- Procedure familiari: consentono ai membri dello stesso nucleo di unire le posizioni debitorie in un unico ricorso coordinato.
- Esdebitazione del garante: permette la cancellazione definitiva di tutti i debiti residui che il fideiussore non può materialmente rimborsare.
- Sospensione delle esecuzioni: blocca immediatamente le azioni esecutive dei creditori, fermando pignoramenti e vendite all’asta del patrimonio.
- Falcidia del debito: consente di ridurre l’importo totale dovuto alla banca in base alle reali risorse economiche disponibili.
Fideiussione e soluzioni stragiudiziali: l’alternativa del saldo e stralcio
Oltre alle procedure concorsuali previste dal tribunale, esiste una via stragiudiziale altamente efficace per risolvere la posizione del garante: l’accordo transattivo. Quando la banca avvia le procedure di recupero contro il debitore principale e il garante, è possibile avviare una trattativa per chiudere la posizione debitoria offrendo una somma inferiore rispetto al dovuto, da versare in un’unica soluzione o in poche rate.
Questa soluzione permette di evitare i tempi lunghi del tribunale e di ripulire immediatamente la fedina creditizia del garante, eliminando le segnalazioni negative nelle banche dati come la Centrale Rischi. Tuttavia, per negoziare con successo con gli istituti di credito è fondamentale affidarsi a professionisti esperti in grado di valutare la legittimità della fideiussione e di strutturare una proposta solida.
Domande Frequenti
Cosa succede al garante se il debitore accede alla legge sul sovraindebitamento?
Se il debitore principale ottiene l’esdebitazione, i creditori mantengono generalmente il diritto di agire contro il garante per la parte di debito non soddisfatta, a meno che il piano di ristrutturazione non preveda diversamente o che il garante stesso non attivi una propria procedura di sovraindebitamento.
Il garante privato può usufruire dell’esdebitazione?
Sì, il garante che si trova in stato di sovraindebitamento può accedere alle tutele di legge, inclusa la ristrutturazione dei debiti, ottenendo la liberazione totale dai debiti che non è in grado di pagare alla fine della procedura.
Quali sono i requisiti per l’accesso del fideiussore alle tutele?
Il fideiussore deve dimostrare di essere in stato di sovraindebitamento incolpevole e di rivestire la qualifica di consumatore, qualora la garanzia sia stata prestata per scopi personali o familiari e non per scopi imprenditoriali.
Proteggi il tuo patrimonio e ritrova la serenità familiare
La firma su una fideiussione non deve trasformarsi in una condanna finanziaria a vita per te e per i tuoi cari. Esistono soluzioni concrete, sia giudiziali che stragiudiziali, per liberarsi definitivamente dai debiti e proteggere la casa di famiglia dai pignoramenti. Affidarsi a consulenti specializzati permette di analizzare la tua situazione specifica, verificare la correttezza dei contratti di garanzia e individuare la strategia più efficace per chiudere ogni pendenza.
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